"Pezzi di storie"
Il contesto territoriale di riferimento
La realtà territoriale di Montebelluna, dove ha sede il
Museo di Storia Naturale e Archeologia, vede attive diverse
associazioni di stranieri, un CTP (Centro Territoriale Permanente
per l'Educazione degli Adulti) e la cooperativa sociale "Una casa
per l'uomo", che gestisce per conto del Comune diversi servizi
territoriali.
Da dove ha avuto origine - le azioni pregresse
Gli stimoli ad avviare percorsi che rendano accessibile il
patrimonio del Museo in chiave interculturale sono stati forniti da
diverse occasioni formative alle quali ha preso parte il personale
del Museo. In primo luogo, il corso di formazione e ricerca-azione
"Patrimonio culturale e integrazione. Quale dialogo con la scuola e
il territorio?" (link:
http://fondazione.ismu.org/patrimonioeintercultura/index.php?page=esperienze-show.php&id=2),
promosso dalla Fondazione Ismu di Milano (novembre 2005 - dicembre
2006), e successivamente un percorso di formazione a livello
internazionale dedicato all'apprendimento degli adulti, prendendo
parte ad incontri di respiro europeo realizzati, con il
coordinamento della Regione Emilia Romagna, nell'ambito del LLML
Lifelong Museum Learning, un progetto sostenuto dalla
Comunità Europea all'interno del programma Socrates
Grundtvig. Il workshop dal titolo "L'educazione degli adulti nel
museo" (Museo di Montebelluna, maggio 2006) ha previsto la
sperimentazione diretta di alcune attività con diversi
pubblici di adulti, e in particolare con due gruppi del Centro
Territoriale Permanente per l'Educazione degli adulti locale.
Infine, la Regione Veneto ha affidato al Museo di Montebelluna la
progettazione e la cura scientifica del percorso formativo
"Progetto Educard: Un patrimonio di culture" (link:
http://fondazione.ismu.org/patrimonioeintercultura/index.php?page=approfondimenti-show.php&id=11),
rivolto a docenti e ad educatori museali (2008-2009).
L'ultima azione che ha visto il Museo operare, in sinergia con
altre realtà territoriali, sui temi dell'intercultura e
dell'accessibilità del patrimonio culturale si riferisce
all'esperienza progettuale "Museo un tappeto tra mondi" (link:
http://fondazione.ismu.org/patrimonioeintercultura/index.php?page=formazione-show.php&id=13)
(tutta la documentazione relativa a questo percorso è
depositata presso il Centro di Documentazione del Museo di
Montebelluna).
"Pezzi di storie" attinge all'esperienza maturata negli ultimi
anni, e più in particolare si ispira al progetto pilota
"Choose the Piece" (link:
http://fondazione.ismu.org/patrimonioeintercultura/index.php?page=esperienze-show.php&id=56)
(Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena), realizzato
nell'ambito del progetto europeo "MAP for ID - Museums as Places
for Intercultural Dialogue" (link:
http://fondazione.ismu.org/patrimonioeintercultura/index.php?page=esperienze-show.php&id=37).
Gli attori coinvolti - la rete di progetto
• Ente promotore: Museo di Storia Naturale
e Archeologia di Montebelluna (Tv)
• Enti partner: Soc. coop. sociale "Una
Casa per l'Uomo" di Montebelluna (Tv); Centro Territoriale
Permanente di Montebelluna - II° Circolo, classi Patti
Integrati e Gruppo di Socializzazione Donne.
Il progetto è stato realizzato con il supporto economico
del "Lions Club" - Sezione di Montebelluna.
Gli operatori - l'equipe di progetto
- Angela Trevisin (responsabile centro di documentazione e
attività educative per l'archeologia) e Arianna Capiotto
(Educatrice Museale- Museo di Storia Naturale e Archeologia di
Montebelluna
- Ilaria Baldin (Psicologa), Jian Hong Ni (mediatrice culturale
cinese partecipante al precedente corso di mediazione museale per
mediatori culturali)- Cooperativa "Una casa per l'uomo"
- Franca Lovato - Insegnante Coordinatrice Gruppi Donne CTP
Montebelluna
- Claudia Cacciato, Pierluigi Dupré, Chiara Da Riva -
Docenti del Centro Territoriale Permanente II° Circolo di
Montebelluna.
I destinatari
• due classi del CTP di Montebelluna (Patti
Integrati livello linguistico A1 e A2)
• gruppo di socializzazione donne migranti
di Montebelluna
• i familiari dei partecipanti.
Gli obiettivi
Attraverso questo percorso si è inteso
• promuovere la conoscenza del patrimonio
archeologico del Museo di Montebelluna e una loro "presa in carico"
da parte dei destinatari, sviluppando intrecci tra storie personali
e storia delle collezioni, e stimolando una partecipazione attiva
al bene comune custodito nel Museo
• favorire occasioni di progettazione
interistituzionale mediante una consapevolezza interculturale
• promuovere, attraverso i ragazzi e le
donne, una conoscenza e frequentazione del Museo da parte delle
loro famiglie.
Da quando, per quanto
L'ideazione e le fasi preliminari del progetto sono state messe in
atto da settembre a dicembre 2010; il percorso che ha visto
protagonisti i ragazzi del CTP e le donne si è articolato
nel periodo gennaio-giugno 2011. Si ipotizza uno sviluppo e
consolidamento negli anni successivi.
Come si articola - le fasi di lavoro
Una lunga fase di progettazione e messa a punto delle diverse
azioni ha avuto luogo presso la sede del Museo attraverso una serie
di incontri tra i partner di progetto.
I destinatari sono stati coinvolti in 4 incontri di formazione
sulle collezioni museali e sul museo in generale di 2 ore ciascuno
presso la sede museale, e in 3 incontri dedicati al progetto
coordinati dai docenti all'interno del CTP.
- Prima fase : conoscenza della realtà museale di
Montebelluna e del territorio, analisi e studio dei reperti; ogni
partecipante "adotta" il suo reperto (sia in Museo che a
scuola).
- Seconda fase : il reperto scelto viene analizzato in
profondità, ogni partecipante esplicita le ragioni della
propria "adozione", ognuno sceglie la modalità di
comunicazione per socializzare il lavoro svolto (sia in Museo che a
scuola).
- Terza fase: realizzazione dell'atelier video-fotografico. I
reperti prendono vita FUORI dalle vetrine del museo (presso il
Museo).
- Giornata finale di festa e proiezione del video realizzato (in
Museo). Consegna ad ogni partecipante del Dvd realizzato e per le
donne, copia dell'album fotografico.
Gli ambiti - le aree disciplinari
Gli ambiti disciplinari coinvolti sono l'area linguistica italiana
e l'ambito archeologico.
Le strategie e gli strumenti
• focus group iniziale relativo all'idea e
alla percezione di museo
• laboratori di avvicinamento alle
collezioni
• incontri di predisposizione di materiale
informativo "facilitato". Il conservatore archeologo del museo e il
responsabile del progetto hanno prodotto delle schede di reperto
corredate da foto e indicazioni di carattere scientifico relative
ad ogni reperto con un linguaggio estremamente semplificato.
Per la realizzazione del prodotto finale si è deciso di
utilizzare mezzi quali la videocamera e la macchina fotografica, in
modo tale da agevolare anche i partecipanti con difficoltà
linguistiche legate all'espressione in lingua italiana.
Produzione finale
La scelta di quale prodotto finale dovesse restituire l'intero
percorso progettuale è stata condivisa tra i partecipanti e
i partner di progetto.
Si è quindi optato per la realizzazione di un Dvd
contenente il montaggio delle immagini di chi ha scelto di farsi
ritrarre con il reperto archeologico originale e il video di chi ha
voluto esprimere anche verbalmente la motivazione della propria
"adozione".
Data la scarsità di risorse finanziarie, il video è
stato realizzato con mezzi propri dal personale del Museo, mentre
le foto sono state realizzate da un fotografo volontario, non
professionista.
Per i partecipanti che non avevano la possibilità di fruire
il Dvd, in particolare per le donne, è stato realizzato un
album fotografico contenente i loro ritratti.
La documentazione
La documentazione del percorso (verbali delle riunioni, diario di
bordo degli incontri, foto e schede), curata dal Museo Civico di
Montebelluna, è consultabile presso il Centro di
Documentazione del Museo, così come una copia del Dvd finale
e dell'album che ritrae le donne. Sono state passate allo scanner
tutte le schede reperto realizzate dai ragazzi, e trascritti tutti
i testi da loro elaborati rispetto alle motivazioni che li hanno
portati a scegliere un particolare oggetto. Sono state trascritte
tutte le testimonianze verbali delle donne relative alla scelta del
proprio reperto.
La verifica e la valutazione
La valutazione del percorso è stata condotta in itinere
dall'equipe di progetto. Sono stati effettuati due incontri di
verifica finale tra i partner di progetto a conclusione dello
stesso.
Sui contenuti specifici di carattere storico-archeologico alcuni
ragazzi sono stati valutati in sede di esame all'interno del
CTP.
La presentazione e la pubblicizzazione
• articoli e informazioni alla stampa e sul
web
• servizio nell'ambito del TG3 Veneto,
edizione del 4 luglio 2011 ore 14.00
• partecipazione alla XVI festa
interculturale di Giavera del Montello (Treviso), "Ritmi e danze
dal Mondo", tramite una postazione dedicata al Museo e al progetto
"Pezzi di Storie"
• partecipazione al Convegno Nazionale "A
scuola nessuno è straniero", organizzato da Regione Toscana
e Giunti Scuola (Firenze, 30 settembre 2011)
• presentazione nell'ambito di altri
seminari e convegni
• distribuzione mirata del Dvd contenente
il montaggio di foto e video che ritraggono i ragazzi e le donne
con il reperto scelto.
Le risorse finanziarie
€ 500 contributo "Lions Club"; € 200 contributo
CTP.
Risorse umane e spese per stampa materiale e montaggio video a
carico del Museo.
Punti di forza
Uno dei punti di forza più significativi è stato la
disponibilità da parte dell'equipe di progetto in termini di
tempo, anche non retribuito, dedicato a riunioni, scambi di mail e
confronti, pur provenendo da realtà istituzionali diverse
tra loro.
La volontà dei docenti del CTP di far rientrare il progetto
"Pezzi di Storie" nel programma scolastico è stata
determinante per la riuscita dello stesso.
Il coinvolgimento a diverso titolo di diverse figure professionali
all'interno del Museo ha determinato una presa in carico del
progetto da parte di tutta la struttura.
L'esperienza ha inoltre permesso di :
• promuovere l'agio
• favorire l'accesso a un'istituzione
importante, sede di cultura, normalmente percepita come un luogo
esclusivo
• dare spazio all'ascolto e al
confronto
• riconoscere i soggetti come portatori di
conoscenze e interpretazioni diverse
• avviare spirali positive: figli e madri
che "traghettano" le rispettive famiglie all'interno del
Museo.
Criticità emerse
La scarsa disponibilità di risorse economiche ha implicato
un notevole sforzo da parte dell'equipe di progetto nella gestione
di tempi e mezzi da utilizzare, creando in alcuni casi tensioni tra
quanto sarebbe stato "bello" fare e quanto è stato possibile
fare, costringendo lo staff museale a un monitoraggio continuo
delle azioni in chiave "economica".
L'impiego della mediatrice culturale cinese è una delle
azioni che maggiormente è stata influenzata da vincoli di
carattere economico. Avremmo infatti voluto impiegare anche
mediatrici per altre aree linguistiche, ma per la mancanza di
risorse economiche abbiamo individuato l'area linguistica che
maggiormente rappresentata comportava anche maggiori
difficoltà, essendo molti dei ragazzi cinesi di livello
A1.
Questo stesso vincolo ha, per ora, impedito una presentazione
"ufficiale" alla cittadinanza di Montebelluna dell'intero percorso.
L'idea in cantiere, infatti, è quella di restituire
tutto il percorso svolto attraverso una mostra fotografica
allestita presso le sale del museo.