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Sala preistoria e protostoria

Preistoria
Nella prima sala, a destra dell'ingresso, vengono ripercorse le tappe fondamentali dell'evoluzione umana, grazie a calchi di crani dei principali ominidi associati ai loro strumenti in pietra. Nelle vetrine riservate al Neolitico e all'Età del Bronzo (V - II millennio a.C.) spiccano i reperti ceramici e gli strumenti in selce dell'insediamento neolitico di Valle S. Lorenzo (Cornuda - TV) riferibile al Neolitico recente (aspetto culturale Chassey-Lagozza con elementi della Cultura Vbq stile incisioni e impressioni); mentre dal territorio di Montebelluna (località Capo di Monte) provengono gli elementi di falcetto in selce, la macina con pestello e i frammenti di grandi contenitori per derrate alimentari databili alla media e recente Età del Bronzo (XV-XIII secolo a.C.).

 

Protostoria

Il resto della sala è dedicato all'Età del ferro ( I millennio a.C.) e alla cultura dei Veneti antichi. Montebelluna, come è emerso dallo studio dei reperti archeologici rinvenuti a partire dagli anni '60, era un centro importante durante l'Età del ferro, grazie alla sua posizione strategica all'imboccatura della vallata del Piave, a controllo dei traffici tra la pianura veneta e gli insediamenti pedemontani e montani. Nelle vetrine sono esposti i corredi delle tombe ad incinerazione del tipo a fossa e a cassetta, rinvenute nelle aree pedecollinari di Posmon e S. Maria in Colle e databili tra il VII sec. a.C. e il IV sec. a.C. Degno di particolare attenzione è il corredo della tomba n. 12 di S.Maria in Colle, costituito da una situla (secchia) in bronzo e probabilmente attribuibile ad un personaggio maschile data la presenza di armi: due asce di bronzo spezzate ritualmente, una cuspide di lancia e un coltello con manico e fodero in bronzo finemente lavorati e decorati. Pregevole il recipiente troncoconico con coperchietto estraibile, in lamina di bronzo decorata a sbalzo di incerta funzione. La tomba n. 42 di Posmon apparteneva invece ad una coppia, come si evince dall'analisi delle ceneri contenute nella grande situla bronzea usata come ossuario e dalla disamina del corredo. L'abbondante vasellame da banchetto come tazzine e bicchieri e la cuspide di lancia in ferro sono attribuibili al mondo maschile, mentre la fusaiola in pasta vitrea e i due scettri di forma tubolare in lamina di bronzo decorati a sbalzo ed incisione, considerati simbolo di prestigio e di potere, sono attribuibili alla sfera femminile. Degna di nota è anche la tomba n. 54 di Posmon, che presenta il vaso-ossuario con decorazione a borchiette di bronzo e due coperchi, uno con analoga decorazione e l'altro con lamelle di stagno applicate.
Alcune tombe datate tra la metà del V e il IV sec.a.C. attraverso gli oggetti di corredo evidenziano i contatti con i gruppi celtici scesi in Italia settentrionale.

I nuovi scavi a Posmon
L'importanza del centro di Montebelluna nel periodo preromano e romano è confermata ed ancor più messa in evidenza dai risultati delle campagne di scavo degli anni 2000-2002, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto nell'area della località Posmon nota come "Le Rive", destinata ad interventi di edilizia residenziale privata. Nel corso dell'intervento sono state recuperate circa 300 sepolture distribuite lungo un arco cronologico che si estende dalla fine del VII secolo a.C. fino alla prima età imperiale (I-II secolo d.C.). Le accurate operazioni di scavo hanno consentito di delineare la sequenza dei momenti di occupazione di questa porzione di necropoli, nella quale riveste una particolare importanza la fase (VI-V sec.a.C.) delle strutture a tumulo: riporti di terreno a base circolare e dal profilo cupoliforme con al centro la sepoltura probabilmente appartenente al capofamiglia o ad un personaggio di spicco, mentre un numero variabile di tombe è disposto in posizione decentrata. La successiva fase della necropoli, genericamente riferibile al periodo definito di romanizzazione, presenta interessanti fenomeni di continuità per quanto riguarda la struttura delle sepolture e alcuni elementi di corredo.
L'ultima vetrina della sala espone i corredi delle tombe nn. 141, 165 e 205 rinvenute a Posmon nel corso di questi scavi recenti. I vasi contenenti i resti dei defunti insieme agli elementi di corredo sono stati prelevati durante lo scavo a blocco insieme al terreno di riempimento delle sepolture per essere sottoposti ad un più accurato e delicato scavo in laboratorio; tali operazioni hanno consentito il completo recupero e restauro di tutti gli elementi compositivi dei corredi.

 

 

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