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In centro tutta un’altra musica… con il Museo

Fondo Amistani
Campagne di scavo 2009-2010

Nel terreno Amistani, situato a Santa Maria in Colle, area già nota per i numerosi rinvenimenti archeologici, sono stati effettuati dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, nei mesi di giugno- luglio del 2009 alcuni saggi stratigrafici di verifica nell’ambito del progetto Archeogeo.
Questa campagna di scavo preliminare  ha permesso di mettere in luce parte dei resti  di un importante ed esteso edificio di età romana di età imperiale.
In particolare, sono stati documentati  lacerti murari e una porzione della pavimentazione lapidea, di un edificio lungo quasi 50 m, con una larghezza maggiore di 25 metri e orientato circa N-S. L’edifico è costituito da almeno 4 vani di notevoli dimensioni che si affacciano su di un lungo corridoio disposto sul lato ovest dell’edificio. Più ad est  era situato un portico caratterizzato da una serie di basamenti di colonna in arenaria, disposti con interasse di circa 2 metri. Tale portico si sviluppa parallelamente ad una fondazione muraria sempre in blocchi di arenaria che presenta dei contrafforti parzialmente spoliati e, verso sud, una soglia lapidea a formare il gradino basale di una scalinata di ingresso.
Piu ad est di questa soglia, al di sotto di uno spesso strato  di macerie, è stato individuato un probabile ambiente con  pavimentazione in lastre di calcare rosaceo.
Successivamente all’età romana, l’edifico subì una intensa fase di smantellamento e di distruzione (forse con incendio), probabilmente avvenuta in epoca tardo-antica, con l’asporto di buona parte dei muri, dei pavimenti e delle lastre di marmo parietali che rivestivano i muri stessi.
Non tutti i muri dell’edificio furono distrutti. Infatti, ci fu un’ ulteriore fase di frequentazione antropica che si sviluppò nel settore nord dell’edificio, caratterizzata dalla presenza di una serie di strutture a fuoco. In seguito si verificò un cambio di destinazione d’uso di questa area ruderale, con la  realizzazione di alcune installazioni pirotecnologiche utilizzate per la lavorazione del ferro come stanno a segnalare le numerose scorie di ferro rinvenute all’intero del livello arativo che sigilla questo importante complesso residenziale di età romana.
Nel 2010 la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto sta effettuando una seconda indagine stratigrafica in un’altra area della proprietà Amistani, che sta portando in luce un’ulteriore estesa porzione dell’edificio.

Annamaria Larese, Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto
Luca Rinaldi, Geoarcheologi Associati sas di Padova